Strategika
Nelle organizzazioni, le dinamiche relazionali più critiche sono quasi sempre quelle che nessuno ha ancora nominato
Si percepiscono, si aggirano, si subiscono, ma non vengono osservate. E quello che non si osserva non si può cambiare.
Strategika è lo strumento che le porta sul tavolo.
È un framework professionale con fondamenta teoriche solide, costruito per lavorare nelle organizzazioni.
La dimensione visiva e materiale delle carte non è un espediente didattico: è parte integrante del metodo. Perché rendere fisicamente visibile ciò che normalmente resta implicito è già di per sé un atto trasformativo.
Le fondamenta
Teoriche
Analisi Transazionale — Eric Berne
Il framework che ci dà il linguaggio per leggere gli stati dell’Io, i giochi psicologici, le simbiosi, le svalutazioni, i contratti – tutto ciò che governa il modo in cui le persone si relazionano nei gruppi di lavoro, spesso al di fuori della loro consapevolezza.
Le emozioni — Paul Ekman e
Joseph LeDoux
I comportamenti organizzativi non sono separabili dalle reazioni emotive che li precedono e li orientano. Comprendere come le emozioni si attivano, si trasmettono e influenzano le decisioni è indispensabile per lavorare sulle dinamiche reali – non solo su quelle dichiarate.
La prospettiva sistemica
I problemi relazionali nascono raramente da una singola persona. Emergono da configurazioni – pattern che si ripetono, ruoli che si rinforzano a vicenda, regole implicite che nessuno ha scritto ma che tutti seguono. Lavorare sul sistema, non sul sintomo, è l’unico modo per generare un cambiamento che duri.
Come
funziona
Dalla mappa all'azione
FASE 1: RAPPRESENTARE
Nella prima fase, i partecipanti dispongono le carte sul tavolo e costruiscono insieme una mappa visiva del contesto: gli attori presenti, le relazioni tra loro, le emozioni in gioco, i ruoli formali e informali, i blocchi comunicativi, le aree di svalutazione.
Non è un’analisi astratta: è una rappresentazione fisica di quello che già esiste nella loro organizzazione, ma che nessuno aveva mai guardato insieme in modo esplicito.
Il solo fatto di vederlo sul tavolo cambia il livello della conversazione.
FASE 2: trasformare
Nella seconda fase si lavora sulla mappa: si identificano le ‘mosse’ possibili, si esplorano le alternative, si progettano nuove modalità di azione, comunicazione e presidio relazionale.
Il risultato non è una lista di buone intenzioni: è uno scenario evolutivo concreto, costruito dai partecipanti a partire dalla loro realtà.
Il passaggio dall’osservazione all’azione avviene all’interno della sessione, non dopo.
